lunedì 16 aprile 2018

TORTA ALLE PERE CON FARINA DI CASTAGNE


Come ho già riportato nel post sulla zuppa di farro il primo weekend del novembre scorso ho avuto il piacere di essere tra gli invitati alla presentazione del progetto della Comunità del Cibo della Garfagnana.
Sono stato ospite, insieme a altri blogger e giornalisti, dell'Unione dei Comuni della Garfagnana che ci hanno presentato i prodotti che fanno della Garfagnana una Terra Unica.
Tra le varie iniziative abbiamo partecipato a una sorta di degustazione di pseudo street food garfagnigni e  tra le tante proposte, la mia preferita è la polenta di formenton 8 file condita con un fantastico ragù. In questa fiera c'era la possibilità di acquistare prodotti tipici locali quali farro, miele, farina di formenton, funghi secchi, marmellate dai gusti particolari e, naturalmente, la farina di castagne.


Una domenica pomeriggio di dicembre mi è venuta voglia di preparare una torta e inizialmente avevo pensato di fare la classica ciambella dei 7 vasetti che di norma fa la Manu. Poi ho pensato che avevo la farina di castagne acquistata in Garfagnana e delle pere che andavano assolutamente consumate. Ho anche sostituito la granella di zucchero che la Manu mette di solito con dei pinoli e lo zucchero a velo.
Ho fatto un adattamento della classica torta ed è venuta una ciambella fantastica tanto che l'ho fatta assaggiare ai miei vicini e ne sono rimasti entusiasti.
La ciambella è risultata con una bella crosticina con l'interno umido solo in prossimità delle pere che comunque. credetemi, hanno un loro perché.


Come detto la torta l'ho fatta a dicembre e l'ho già rifatta almeno altre due volte. Avevo preparato la base del post ma ne avevo sempre rinviato la pubblicazione quando ieri ho visto che la mia cara amica Annarita del blog Il Bosco di Alici ha pubblicato la sua torta di farina di castagne per cui ho deciso di completare il post e pubblicarlo.


martedì 10 aprile 2018

LA TORTILLA DE PATATAS E LA SUA EVOLUZIONE



Con l'MTChallenge n° 72 termina la gara nella concezione che ha sempre avuto.
Personalmente trovo che sia una decisione giusta per non arrivare a una totale disaffezione per una sfida che mi ha coinvolto fin dall'inizio sia per fare ricette che sicuramente senza questo stimolo non avrei mai fatto sia per raccontare attraverso storielle, alcune vere altre totale frutto di fantasia, qualcosa di me ma che negli ultimi tempi mi hanno trovato un po', come dire, svuotato.
Però Alessandra non ci ha sicuramente lasciato orfani di quello che nel tempo si è rivelato uno dei contest più seguiti tra i food blogger.
La Community da qualche tempo è stata coinvolta in varie altre iniziative come il Club del 27, il Mag About Food, il Keep Calm and What's for Dinner e Il Calendario del Cibo Italiano by MTC e, da settembre avremo l'MTCollege che sarà una vera e propria scuola di cucina con docenti, allievi e voti.
Questa sfida e quelle di maggio e giugno serviranno a selezionare, 8 per sfida, gli allievi ammessi al primo corso che si aggiungeranno a Manuela Valentini del blog Profumi e Colori ammessa di diritto in quanto l'unica ad aver partecipato a tutte le sfide dell'MTChallenge (la ola non è assolutamente fuori luogo).
Mi sembra inutile dire che la mission sarebbe di rientrare tra questi 24.


Il tema della sfida n° 72, proposto da Mai del blog Il Colore della Curcuma è la Tortilla de Patatas per una chiusura ideale del cerchio visto che la sfida n° 0 aveva come tema l'uovo e la n° 1 proprio la Tortilla di Patate.
La sfida di questo mese impone la realizzazione della tortilla così come proposta dalla Mai e un altro piatto a propria fantasia che abbia come base la tortilla e la cottura di almeno un ingrediente in padella.
E quest'ultima mi ha dato il pretesto per fare una cosa che da qualche tempo avevo in mente.
Per quanto riguarda la tortilla classica, visto che il regolamento lo prevede, agli ingredienti classici ho aggiunto la salamina bresciana per dare un pizzico di territorialità. Ho accompagnato la tortilla con quello che è il mio contorno per eccellenza, i peperoni e le zucchine grigliate la cui ricetta la si trova qui.


Per il piatto di "fantasia" ho cotto le patate nello stesso metodo e con la stessa padella utilizzata per la tortilla classica solo adoperando meno olio e, alla fine, le ho frullate per ottenerne una crema.
Ho fatto poi due salse, una con degli spinaci freschi scottati in padella e frullati e l'altra con i peperoni grigliati anch'essi frullati.
Gli spinaci li ho anche utilizzati in foglia per fare da base all'ingrediente principale di questa ricetta: l'uovo intero fritto con l'interno cremoso.
Infatti non ho fritto un uovo sodo ma un uovo che ho prima congelato, sgusciato, impanato e fritto.
Il risultato, più che evidente nella prima fotografia, mi ha assolutamente soddisfatto ed il piatto è venuto proprio come l'avevo pensato e progettato.


Con questa ricetta partecipo al contest MTChallenge n° 72 di aprile 2018



domenica 8 aprile 2018

TAGLIOLINI ALLO ZENZERO


Ecco un'altra ricetta per questo bimestre del Recipe-tionist ospitato da Valentina e il suo blog Profumo di Limoni.
Anche questa volta una pasta. Quando ho letto la ricetta mi ha subito ispirato perché adoro lo zenzero. Non per niente ho chiamato la mia cagnolina Ginger.
Nella sua ricetta Valentina usa come decorazione della menta fresca. Io non l'ho utilizzata perché alla Manu non piace e l'ho sostituita con dei fiori, margheritine e violette che in questi giorni tappezzano i prati attorno a casa nostra.


Nella ricetta Valentina utilizza i semi di papavero e volevo fare lo stesso.
Ero convinto di averli in dispensa ma mi sbagliavo e, visto che me ne sono accorto, mentre stavo preparando il piatto, ho ripiegato con dei semi di sesamo leggermente tostati.
Devo dire che si sono sposati bene con gli altri ingredienti anche se i semi di papavero sono effettivamente più coreografici.


I tagliolini li abbiamo preparati la Manu ed io. Qualche giorno fa avevamo fatto i casoncelli e ci era avanzato un po' di impasto che avevo congelato. Questo piatto è stata l'occasione per riprendere l'impasto e con la Nonna Papera abbiamo preparato i tagliolini fantastici.
Per l'impasto vedi qui.
Alla fine è una ricetta semplice e rapida di indubbio gusto e che sicuramente rifaremo.

Con questa ricetta partecipo al Recipe-tionist di Marzo - Aprile 2018




domenica 1 aprile 2018

IL CONIGLIO DI NONNA ITALIA


Ed eccomi con la seconda ricetta per il Recipe-tionist di questo bimestre che come detto in precedenza è Valentina del blog Profumo di Limoni, il coniglio di nonna Italia
Ho scelto questa ricetta perché il coniglio fa parte della mia personale dieta. Dico personale perché la Manu non lo mangia visto che ha cattivi ricordi di quando, bambina, li vedeva uccidere dl suo papà, per cui lo faccio solo per me.
Per questo sono sempre incuriosito quando vedo ricette diverse da quelle che sono solito utilizzare quando preparo questa carne.


Rispetto alla preparazione di Valentina io ho usato il metodo ortodosso di nonna Italia utilizzando una pentola normale, e non quella a pressione, aggiungendo acqua a seconda della richiesta della carne.
Questo metodo di cottura consente di ammortizzare il sentore selvatico che accompagna questo tipo di carne se gli animali sono allevati come si usava una volta.
Il mio ricordo diretto è legato al fratello di mio padre, lo zio Tarcisio, che ne allevava un buon numero e, ricordo, li allevava in uno stato semi libero in quanto ognuno aveva la sua gabbia ma durante il giorno li lasciava circolare liberi in un area recintata.
Ora non conosco nessuno che alleva conigli per poter andare a comprarlo direttamente per cui mi affido a un macellaio "di fiducia" che vende sia quelli da allevamento intensivo che quelli allevati tradizionalmente; chiaramente a dei prezzi nettamente diversi.
La differenza si avverte sicuramente al gusto ma anche nei tempi di cottura in quanto la carne è decisamente più soda.


L'intingolo poi mi ha ispirato moltissimo in quanto adoro il rosmarino anche se non avevo mai pensato di utilizzarlo in maniera così massiccia.
Nel suo post Valentina, nelle note, indica che la foglia di alloro va spezzettata ma questo non è un vezzo di nonna Italia. Infatti, per poter rilasciare appieno il suo aroma e profumo, la foglia di alloro va rotta. Provate ad annusare la foglia prima e dopo e vi renderete conto della differenza.

Concludo ringraziando sia Valentina che la sua nonna per avermi fatto conoscere un'altra ricetta per cuocere la mia carne preferita.

Con questa ricetta partecipo al Recipe-tionist di Marzo - Aprile 2018



martedì 27 marzo 2018

TI FACCIO N'UOVO - HAWAIIAN SWEET ROLLS


Ti faccio n'uovo è il titolo dell'argomento del mese di marzo per il Club del 27. La scelta doveva essere fatta tra le ricette tratte dal libro The Perfect Eggs di Teri Lyn Fisher e Jenny Park.
Ne avevo prese in considerazione diverse ma alla fine ho scelto questa che mi ricorda nella forma il Danubio che mi piace moltissimo..


Rispetto alla ricetta originale che riporto integralmente ho fatto solo una pirofila da cm 18x25 e ho dimezzato le dosi riportate.
Le uova previste sono 3 per l'impasto e uno per la lucidatura della superficie. Io ne ho utilizzate due leggermente sbattute da cui ne ho prelevato circa un quarto per la lucidatura mentre il resto l'ho messo nell'impasto.
Ho rispettato quantità e preparazione ma ho avuto qualche problema con la lievitazione. La prima lievitazione è durata quasi 3 ore e l'impasto era quasi raddoppiato.
Vista la dimensione della pirofila che ho utilizzato ho suddiviso l'impasto in 8 sfere, ho coperto con la pellicola e l'ho rimesso a lievitare. Dopo 2 ore le sfere erano sì cresciute ma non raddoppiate.
Sempre per una questione di tempi ho eseguito la cottura durante la quale le sfere sono cresciute ancora un po', ma non quanto mi aspettassi.


Il risultato ottenuto sono stati dei rolls decisamente buoni anche se mi aspettavo di sentire maggiormente il sapore dell'ananas. Peccato che la lievitazione non sia stata assolutamente perfetta e sono risultati un po' troppo compatti.
Non son riuscito a capire il perché ma sono pronto a rifarli perché il gusto e veramente piaciuto. La prossima volta mi prenderò più agio nei tempi e aspetterò pazientemente il raddoppio.
Il mese scorso avevo concluso il mio post del Club del 27 sconsigliando la pasta che avevo preparato quanto meno nelle dosi e nel procedimento.
Questa volta invece mi sento di consigliare di preparare questi rolls perché sono sicuro che non vi deluderanno.
Dimenticavo; li ho mangiati, oltre che da soli, anche accompagnati dalla mia confettura di fragole aromatizzata allo zenzero. Ci stava benissimo.

Con questo post partecipo al Club del 27 - Marzo 2018 - Ti Faccio N'Uovo per l'MTC.

Il post con il riepilogo delle ricette partecipanti lo si può trovare sul sito dell'MTC a questo link.



domenica 25 marzo 2018

PENNETTE CON PHILADEPHIA E PANCETTA AFFUMICATA


Questo bimestre il blog Recipe-tionist è Profumo di Limoni di Valentina.
Come sempre la prima cosa è stata quella di andare a curiosare tra le sue ricette e a salvare quelle che mi hanno fatto venire voglia di provare a farle.
Alla fine mi sono ritrovato con decine di ricette selezionate e la scelta si è fatta dura.
Tolgo la sorpresa e premetto già che questa volta non parteciperò con una sola ricetta anche perché, al momento, ne ho già fatte almeno un altro paio.


La scelta di questa ricetta nasce dal post di Valentina in cui riassume perfettamente il concetto del come un piatto, magari all'inizio non ti dice un gran che ma dopo che l'hai assaggiato ti sorprende.
Anche con la Manu è stato così. Quando le ho detto gli ingredienti ha fatto una smorfia che non aveva nulla di positivo. Quando l'ha assaggiata è rimasta sorpresa e mi ha confermato che non si sarebbe mai aspettata una pasta così gustosa. 


Confermo che il Philadelphia è perfetto per questa preparazione infatti riesce ad assorbire il sapore della pancetta esaltandolo.
Alla fine, grazie a Valentina, ho scoperto una pasta semplicissima e velocissima ma con un gran sapore.
Nella sua ricetta Valentina ha decorato il piatto con foglie di origano fresco (almeno mi sembra). Io non l'ho trovato e l'ho sostituito con il prezzemolo che, credetemi, ci sta benissimo.
Ho utilizzato il pepe bianco e non quello nero solo per una questione visiva.

Con questa ricetta partecipo al Recipe-tionist di Marzo - Aprile 2018



giovedì 22 marzo 2018

ENGLISH AFTERNOON TEA


Il tema del mese per la sfida n° 71 dell'MTC scelto da Valeria del blog Murzillo Saporito vincitrice della sfida precedente è The Afternoon Tea.
Sono sincero. Avevo subito pensato di saltare la sfida di questo mese sia perché non ho servizi da tè particolarmente indicati e sia perché non è un gran periodo. La ditta per cui lavoravo ha chiuso per cui mi trovo di nuovo alla ricerca di una nuova occupazione e il morale non è propriamente alle stelle.
Espressa la mia intenzione su FB alcune amiche mi hanno "cortesemente" invitato a ripensarci e, alla fine, eccomi a cogliere la sfida anche questo mese.
Ho detto quindi a mia madre che sarei andato da lei un pomeriggio e che avrei utilizzato uno dei suoi servizi da tè. Lei mi ha dato la sua disponibilità anche se ho dovuto ricordarglielo più volte; del resto l'età avanza per tutti.


Per la scelta del tè ho chiesto alla Manu visto che lei è un amante di questa bevanda.
Mi ha fatto vedere diversi tè o miscele di tè ma non mi sapevo decidere su quale usare. In questa indecisione, in fondo alla credenza, ben nascosto, ho visto una confezione di tè Finest Earl Grey acquistata da qualcuno a Londra da Harrods e regalato alla Manu. Mi ha detto che se ne era scordata e che secondo lei era perfetto per il tè del pomeriggio.


Restava da scegliere cosa preparare per accompagnare il tè.
Per prima cosa ho fatto la marmellata di arance e una confettura di fragole aromatizzata allo zenzero.
Come pasticceria secca ho pensato a dei biscotti alle mandorle e la Manu mi ha suggerito di farne anche qualcuno con una lievissima glassa con la marmellata di arance.
Come cake, una volta visto che si potevano fare dei muffin, ho scelto di farli con le gocce di cioccolato però in versione mini in modo da poterli mangiare in due bocconi.
Per il tocco salato ho deciso per dei baci di dama salati con farcia alla mortadella in quanto la presenza delle mandorle si legava con i biscotti.
Ho accompagnato il tutto con una marmellata di arance e una confettura di fragole aromatizzata allo zenzero.


Per la preparazione del tè ho fatto bollire dell'acqua minerale naturale a basso contenuto di calcio.
Versata nella teiera ho messo in infusione due bustine del Finest Earl Grey per cinque minuti.
Nessuno di noi apprezza il latte nel tè e abbiamo optato per una fettina di limone.
Da quando conosco la Manu bevo il tè, come anche il caffè, senza zucchero e confermo che si riesce ad apprezzarne le differenze.

Concludo ringraziando ancora mia mamma per la disponibilità anche se si è arrabbiata con me perché non le avevo dato un preavviso tale da stirare la tovaglia (una settimana per la cronaca, per lei un giorno).
La teiera è uno dei tanti oggetti dipinti a mano da lei, questa 28 anni fa.

Con questa ricetta partecipo al contest MTChallenge n° 71 di marzo 2017



martedì 27 febbraio 2018

EASY PUMPKIN AND CHEESE


In memoria di Barbara Pivetta

Wonder Pot, ossia, la pentola delle meraviglie è l'argomento del mese di febbraio per il Club del 27. La scelta doveva essere fatta tra 36 ricette tratte dall'omonima raccolta di Food and Garden.
Ne avevo prese in considerazione una decina e questa non era contemplata.
Ho fatto vedere il mio elenco alla Manu con le relative fotografie e lei ha cominciato: "Questa no! Questa no! Questa forse! ..." e via così quando poi ha visto la foto di questa ricetta e mi ha detto subito "Questa sì".
Alla fine, come sempre l'ho accontentata anche perché comunque cucino principalmente per noi due.

Questa ricetta prende spunto dalla salsa della versione americana dalle fettuccine di Alfredo, famose in tutto il mondo ed in particolare negli Stati Uniti dove nel condimento viene aggiunta la heavy cream, una panna con un contenuto di grasso superiore a quelle in commercio in Italia.
Gli statunitensi vanno pazzi per questa salsa che utilizzano anche nei mega sandwich o come accompagnamento alla carne, pollo in particolare.


Le origini delle fettuccine di Alfredo risalgono ai primi del novecento a Roma e ne riporto la storia raccontata dal nipote in un commento alla ricetta pubblicata sul sito del Cucchiaio di Argento.

Alfredo Di Lelio, nato nel settembre del 1883 a Roma in Vicolo Santa Maria in Trastevere, cominciò a lavorare fin da ragazzo nella piccola trattoria aperta da sua madre Angelina in Piazza Rosa, un piccolo slargo (scomparso intorno al 1910) che esisteva prima della Galleria Colonna (ora Galleria Sordi).
Il 1908 fu un anno indimenticabile per Alfredo Di Lelio; naque, infatti, suo figlio Armando e videro contemporaneamente la luce in tale trattoria di Piazza Rosa le sue "fettuccine" divenute poi famose in tutto il mondo. Questa trattoria è "the birthplace of fettuccine all'Alfredo".
Alfedo Di Lelio inventò le sue "fettuccine" per dare un ricostituente naturale, a base di burro e parmigiano, a sua moglie (e mia nonna) Ines, prostrata in seguito al parto del suo primogenito (mio padre Armando). Il piatto delle "fettuccine" su un successo familiare prima ancora di diventare il piatto che rese noto e popolare Alfredo Di Lelio, personaggio con "i baffi all'Umberto" ed i calli alle mani a forza di mischiare le sue "fettuccine" davanti ai clienti sempre più numerosi.
Nel 1914, a seguito di chiusura di detta trattoria per la scomparsa di Piazza Rosa dovuta alla costruzione della Galleria Colonna, Alfredo Di Lelio decide di trasferirsi in un locale in una via del centro di Roma (Via della Scrofa), ove aprì il suo primo ristorante che gestì fino al 1943, per poi cedere l'attività a terzi estranei alla sua famiglia.
Ma l'assenza dalla scena gastronomica di Alfredo Di Lelio fu del tutto transitoria. Infatti nel 1950 riprese il controllo della sua tradizione familiare ed aprì, insieme al figlio Armando, il ristorante "Il Vero Alfredo" (noto all'estero anche come "Alfredo di Roma") in Piazza Augusto Imperatore n. 30.
Con l'avvio del nuovo ristorante Alfredo Di Lelio ottenne un forte successo di pubblico e di clienti negli anni della "dolce vita". Successo che, tuttora, richiama nel ristorante un flusso continuo di turisti da ogni parte del mondo per assaggiare le famose "fettuccine all'Alfredo" al doppio burro da me servite, con l'impegno di continuare nel tempo la tradizione familiare dei miei cari maestri, nonno Alfredo, mio padre Armando e mio fratello Alfredo. In particolare le fettuccine sono servite ai clienti con "2 posate d'oro"; una forchetta ed un cucchiaio d'oro regalati nel 1927 ad Alfredo dai due noti attori americani Mary Pickford e Douglas Fairbanks in segno di gratitudine per l'ospitalità.
N.d.r. : Mary Pickford è l'attrice del cinema muto a cui è stato dedicato il famoso cocktail nato a Cuba nel 1920 nel bar del National Hotel de l'Havana.

Questa storia mi ha proprio incuriosito e la prossima volta che andrò a Roma sicuramente passerò ad assaggiarle.


Ho preparato questo piatto cercando di attenermi il più possibile alla ricetta originale ma alcune cose non ho potuto non variarle.
  • La salsa di Alfredo la si può reperire pronta negli USA ma da noi non mi risulta che sia in commercio e comunque è semplice da preparare si deve avere solo pazienza.
  • Ho utilizzato la fontina come indicato nella ricetta ma dubito che il formaggio usato negli States di più facilmente un surrogato tipo Fontal
  • Non mi sono posto il problema di cercare la purea di zucca, peraltro in vendita sul web, perché ho preferito farmela io.
  • Lo stesso dicasi per il peperone che ho grigliato e pulito.
  • La cottura della pasta l'ho controllata per avere non una pasta "morbida" come da ricetta, ma al dente per cui l'ho tolta quando aveva ancora bisogno di un paio di minuti perché contavo che nel tempo di riposo la cottura sarebbe proseguita. La pasta è risultata al dente anche se per i miei gusti avrei dovuto toglierla un minutino prima.
  • Ho utilizzato il pepe nero di Tasmania che ha un profumo fantastico non macinandolo ma triturandolo al coltello per avere granelli di dimensioni diverse.
  • Alla fine si ottiene una pasta appena decente e decisamente troppo corposa. Se sommo tutti gli ingredienti esclusa l'acqua, considerando che il peso della pasta è a secco, e divido per 6 persone ottengo ca. 230 g di porzione che diventano quasi 400 g con la pasta cotta. Troppo anche per un piatto unico.
  • Ho molte perplessità sul metodo di cottura della pasta. Vero è che i vari aromi penetrano nella pasta dandogli più sapore però la cottura, un po' più lunga di quella normale, deve essere costantemente seguita e si deve mescolare di frequente come per un risotto.
Alla fine NON sono rimasto soddisfatto, mi aspettavo di meglio e se gli Yankees è così che mangiano la pasta è meglio che continuino a fare della bella carne alla griglia.
Comunque proverò a rifarla correggendo le dosi e con la cottura tradizionale.

Con questo post partecipo al Club del 27 - Febbraio 2018 - Wonder Pot per l'MTC.

Il post con il riepilogo delle ricette partecipanti lo si può trovare sul sito dell'MTC a questo link.