domenica 21 gennaio 2018

MEDOVIK - TORTA RUSSA AL MIELE CON CREMA ALLA PANNA ACIDA


Quasi due anni fa, nel febbraio 2016, la sfida dell'MTC era stata proposta da Eleonora del blog Burro e Miele con Michael Meyers e il tema era il miele. Tra le tante proposte mi aveva colpito la torta russa di Sara del blog Pixelicious.
Durante le feste natalizie parlando con la moglie di mio figlio Safiya, originaria di Kazan, capitale della regione russa del Tatarstan, ci siamo proposti di cucinare insieme alcune ricette russe da pubblicare poi su questo blog.
Mi sono ricordato di questo torta e l'ho fatta subito vedere a Safiya.
Conosce molto bene la Medovik che pare sia presente in tutta la Russia europea ma con diverse declinazioni della crema a seconda delle regioni.
Quella che fin da piccola faceva con sua mamma era la versione tatara o con la crema di burro o con la crema di panna acida ed è quest'ultima quella di cui riporto la ricetta.


Il risultato è una torta che trovo molto gradevole sul piano estetico e veramente gustosa anche se non è propriamente leggera.
Alla Manu non è piaciuta molto perché non le piace il miele mentre altri che l'hanno mangiata se queste preclusioni l'hanno trovata decisamente buona. La cugina della Manu, Grazia, che aveva avuto modo, non molto tempo fa, di mangiarne una fetta di una versione fatta da una signora ucraina l'ha trovata molto più buona con questo tipo di crema.
Io l'ho apprezzata e prossimamente voglio provarne una versione con la crema di mascarpone.


Sara del blog Pixelicious è anche la recipe-tionist di Gennaio - Febbraio 2018. Confesso che me ne sono accorto prima di preparare e pubblicare questa ricetta. Visto che rientro nei termini previsti dal regolamento e che, come previsto nel regolamento stesso, ho solo fatto una modifica rispetto alla sua ricetta colgo l'occasione per parteciparvi.



Con questa ricetta partecipo al Recipe-tionist di Gennaio - Febbraio 2018


venerdì 19 gennaio 2018

FILETTO DI MAIALE AL CUBA LIBRE


Il tema della sfida n° 69 dell'MTC è stato scelto da Giulia del blog Alterkitchen a titolo: La cucina alcolica e consiste nel preparare un piatto in cui ci siano tutti gli ingredienti inseriti in un cocktail conosciuto a livello internazionale.
Nel gruppo FB dell'MTC si è subito cominciato a disquisire su quante volte ci si è ubriacati nella propria vita e, tornando indietro nel tempo, mi sembra di ricordarne solo due e la seconda ha una certa attinenza con il cocktail da me scelto visto che mi sono ubriacato bevendo tanto, ma tanto, rum.

Ero a Santiago de Cuba ed era una bella serata primaverile. Con due amici e le rispettive amiche, dopo aver cenato in un paladar mangiando granchi e aragoste, siamo tornati in hotel e ci siamo accomodati a bordo piscina. L'hotel aveva presenze pari forse al 20% delle sue potenzialità e quella sera eravamo praticamente soli.
Ci siamo fatti portare una bottiglia di rum e diverse lattine di birra. Io mi sono acceso un Churchill Romeo y Julieta e abbiamo cominciato a chiacchierare del più e del meno.
Ero molto rilassato e stavo fumando molto lentamente il mio sigaro. Mauro continuava a versarmi il rum e io continuavo a vuotare il bicchiere.
Yuldimi, la ragazza che stava con me, era decisamente euforica ed era un continuo fare brindisi bevendo sempre più birra.
Dopo più di un ora ho terminato di fumare il mio sigaro e, dopo qualche altro bicchierino di rum mi è venuta voglia di fare un bagno per cui sono andato in camera per mettermi il costume.
Tornato in maglietta e pantaloncini con l'asciugamano sotto braccio, immaginate la sorpresa e le risate quando mi sono spogliato e sono rimasto con ... il bikini (quelli da annodare) di Yuldimi. 
Fatto il bagno abbiamo continuato a chiacchierare e a bere ancora un po'.
Arrivato il momento di tornarcene nelle nostre camere io e Yuldimi eravamo decisamente ubriachi.
Ci siamo incamminati sorreggendosi l'un l'altro verso la nostra camera attraversando il giardino. Ondeggiando abbiamo coperto una distanza di un centinaio di metri percorrendone zigzagando almeno il doppio.
Una volta arrivati davanti alla porta della camera ho cominciato a cercare la chiave che chiaramente non trovavo. Ho pensato di averla dimenticata in piscina per cui ho appoggiato al muro Yuldimi dicendole di aspettarmi che sarei tornato subito. Nel girarmi per tornare in piscina ho scorto in terra, a qualche metro da me, le chiavi e con la coda dell'occhio ho visto Yuldimi scivolare lentamente ma inesorabilmente verso terra in pieno stile cartone animato.
Dopo un tempo che mi era parso infinito sono riuscito a centrare il buco della serratura e ad entrare in camera. Ci siamo immediatamente sdraiati sul letto e Morfeo ci ha accolto tra le sue braccia.
Dopo qualche tempo vengo svegliato da Yuldimi che mi chiede di aiutarla perché si sente male. Mi sentivo lievemente più lucido e l'ho accompagnata in bagno dove ha rimesso tutto quello che poteva.
Riaccompagnata a letto, l'ho coperta ben bene e sono tornato a dormire. Dopo qualche ora mi sono svegliato mentre Yuldimi dormiva tranquilla. Mi sono fatto una bella doccia e mi sentivo bene. La sbornia era passata.
Sono andato a fare colazione dove ho incontrato gli amici cui ho raccontato quello che era successo. Ci siamo dati appuntamento in spiaggia. Sono passato in camera e Yuldimi dormiva ancora. Ho decido di lasciarla dormire e sono andato in spiaggia. Dopo un paio d'ore Yuldimi ci ha raggiunto e ho visto subito che aveva smaltito la sbronza che però aveva lasciato degli effetti. Infatti per i due giorni successivi ha avuto la nausea rimanendo praticamente senza mangiare e bevendo solo acqua.
L'insegnamento è che se volete sbronzarvi non fatelo con la birra. 


Anche in riferimento a quanto raccontato ho pensato di fare un piatto richiamandomi al Cuba Libre, cocktail ufficiale IBA nella categoria dei long drinks. Negli anni 70-80 era conosciuta come Coca e Bacardi una versione semplificata dove non era previsto il lime a volte sostituito da una fetta di limone.
Io adoro il Cuba Libre e a Cuba bevevo una versione più forte ed aromatica della classica fatta utilizzando un rum invecchiato, almeno 5 anni, e non il rum "bianco" della ricetta classica. Era un classico ordinarlo con "bastante ron" (abbondante rum).

La ricetta, secondo l'International Bartender Association, prevede:
5/19 di rum chiaro
12/18 di Coca Cola
1/18 di succo di lime

Ho già avuto modo di utilizzare la Coca Cola e i risultati sono stati sempre sorprendenti ma, questa volta, il sughetto con la polenta è veramente fantastico.



Con questa ricetta partecipo al contest MTChallenge n° 69 di gennaio 2017




lunedì 25 dicembre 2017

PANETTONE CLASSICO


Da diverso tempo volevo provare a fare il panettone.
In realtà, qualche anno fa, ci avevo provato ed era venuto buono ma inguardabile perché, nella lievitazione che avviene appena dopo averlo infornato, l'impasto era fuoriuscito lateralmente. Era veramente brutto tanto che non l'ho neppure fotografato.
La ricetta l'avevo presa da internet ma in questo momento non ricordo da quale sito; è abbastanza simile sia come ingredienti che come procedimento al panettone del sito Cucchiaio d'Argento.
Comunque quale occasione migliore della Giornata Nazionale del Panettone del Calendario del Cibo Italiano by MTChallenge per riprovarci?


Ho fatto la versione bassa e larga perché il laboratorio di pasticceria che c'è vicino casa aveva il pirottino per quella versione e non avevo tempo di andare a cercare quello classico.
Per evitare la fuoriuscita dell'impasto come la volta precedente ho alzato il bordo aggiungendo una striscia di carta forno che è assolutamente servita.


Il procedimento è lungo e ci si deve armare di molta pazienza ma, visto il risultato, ne vale veramente la pena.
Prima di iniziare consiglio di programmare bene i tempi. Io ho iniziato alle 18 e ho cotto il panettone alle 21 del giorno successivo per cui il riposo è terminato alle 8 del mattino successivo. Praticamente 34-36 ore.
Per l'ultimo dell'anno preparerò la versione con il ripieno di marronata prodotta dalla Manu. Una cosa veramente fantastica che se non si decide di pubblicare la ricetta rapidamente me ne approprierò.

Con questa ricetta partecipo a 25 dicembre 2017 Giornata Nazionale del Panettone del Calendario del Cibo Italiano by MTChallenge


giovedì 14 dicembre 2017

L'AVVENTO DEI TRIFLE PER L'MTC - TRIFLE OF FOUR CHOCOLATES


Il tema del mese di novembre del Club del 27 sono i Trifle.
Tra le possibili ricette ho scelto il Trifle of four chocolates di Fabiola del blog Olio e aceto pubblicato sul sito dell'MTchallenge come nella rubrica Tema del mese della sfida n° 61 dedicata ai Tiramisù.
Scelta dettata dal fatto che in famiglia adoriamo il cioccolato e che le altre possibili scelte non convincevano o me o la Manu. 
Non avevo mai fatto un Trifle e, devo essere sincero, non sapevo nemmeno cosa fossero.
Ma del resto con l'MTC e gli annessi e connessi ho scoperto tante tecniche e tante ricette che non conoscevo.


Per la realizzazione di questa ricetta ho fatto anche i brownies (fantastici) sempre da ricetta di Fabiola.
Nei dettagli della ricetta ho riportato esattamente la sua ma in realtà nella mia versione ho fatto un errore assolutamente non voluto. Ho invertito gli strati del cioccolato fondente e del cioccolato al latte ma questo non sarebbe niente; in realtà ho praticamente invertito l'utilizzo dei due cioccolati nel senso che quello fondente l'ho aggiunto alla panna mentre quello al latte l'ho aggiunto all'acqua.
All'assaggio il gusto è stato comunque positivo e oltremodo apprezzato dai miei commensali. 


Sono rimasto soddisfatto del risultato e durante le feste proverò a fare un altro Trifle

Con questo post partecipo al Club del 27 - Novembre 2017 - L'avvento dei Trifle per l'MTC
Il post con il riepilogo delle ricette partecipanti lo si può trovare sul sito dell'MTC a questo link.





domenica 3 dicembre 2017

GARFAGNANA TERRA UNICA - ZUPPA DI FARRO


Il primo weekend del mese scorso ho avuto il piacere di essere tra gli invitati alla presentazione del progetto della Comunità del Cibo della Garfagnana.
Sono stato ospite, insieme a altri blogger e giornalisti, dell'Unione dei Comuni della Garfagnana che ci hanno presentato i prodotti che fanno della Garfagnana una Terra Unica.
Tra questi il prodotto principe è senza dubbio il farro.

Fotografia di Annarita Rossi de Il bosco di alici
Il farro può essere considerato il capostipite dei cereali e in Garfagnana viene coltivato praticamente da sempre in piccoli appezzamenti.
Fino agli anni '70 la coltivazione avveniva in poche migliaia di mq; le indicazioni della Regione Toscana lo censiscono come coltivazione a rischio di erosione genetica e negli anni '80 la coltivazione passa a qualche decina di ettari. 
Nel 1996 viene sancito il recupero definitivo del Farro della Garfagnana con l'ottenimento del riconoscimento da parte della Comunità Europea dell'Indicazione Geografica Protetta (IGP).
Questo ha comportato la redazione di un disciplinare che dispone che la coltivazione deve essere nell'area dei comuni della Garfagnana. a una quota compresa tra i 300 e i 1000 metri s.l.m. e secondo metodi di coltivazione biologica.
Questo riconoscimento ha fatto si che la richiesta del farro fosse in costante aumento e per farne fronte viene istituito il Consorzio dei Produttori di Farro della Garfagnana che raccoglie la maggior parte dei produttori e nel 2000 realizza un centro unico per la lavorazione, il confezionamento e lo stoccaggio del prodotto.

Fotografia di Annarita Rossi de Il bosco di alici
Il farro coltivato in Garfagnana è il Triticum Dicoccum Schrank (grano vestito) e, dal punto di vista nutrizionale, è molto affine al grano tenero.
Ricco di principi nutritivi che si mantengono intatti se consumato in chicchi interi, ha una bassa percentuale di grassi e un alto contenuto di sali minerali tra i quali calcio, ferro, fosforo, magnesio, manganese, potassio, rame nonché di fibre insolubili e vitamine A,B,C,E.
La semina avviene in autunno utilizzando il seme vestito e, data l'estrema rusticità della pianta, non è necessario alcun utilizzo di concimi chimici, fitofarmaci e diserbanti e la tecnica tradizionale di coltivazione ne fa di fatto un prodotto biologico. La raccolta viene effettuata in estate e la produzione massima consentita è di 25 q.li di farro vestito per ettaro.
Abbiamo avuto l'occasione di visitare il centro della lavorazione del farro del Consorzio seguendo il ciclo di lavorazione.
Mediante l'utilizzo di particolari molini a macine le spighette vengono private dei rivestimenti glumeali effettuando la cosidetta "brillatura". La granella ottenuta viene poi vagliata, utilizzando macchinari dotati di lettore ottico, eliminando le impurità presenti.



La granella brillata viene utilizzata per zuppe, minestre e torte salate.
La farina di farro vieni invece utilizzata per pasta, pane, biscotti.
Presso la Fortezza delle Verrucole, a San Romano in Garfagnana, c'è l'Osteria delle Verrucole, gestita dalla Garfagnana Coop.. Qui abbiamo potuto assaggiare alcuni prodotti tipici garfagnini tra cui la zuppa di farro di cui riporto la ricetta e la trota alla griglia, allevata in vasche direttamente collegata con il torrente.
Sia la Fortezza che l'Osteria meritano sicuramente una visita.

Fotografia di Annarita Rossi de Il bosco di alici

Un ringraziamento a Sandro Pieroni, Antonella Poli nostra impareggiabile guida, Luigi Aloisi proprietario dell'Agriturismo Ai Frati, a tutti i partecipanti e, soprattutto, a Annarita Rossi del blog Il bosco di alici


mercoledì 29 novembre 2017

I 100 MENÙ DI VERONELLI - IL CONTINUO




Oggi il Calendario del Cibo Italiano by MTChallenge ricorda Luigi Veronelli pioniere nella valorizzazione e nella diffusione del patrimonio enogastronomico italiano.
Protagonista di battaglie per la preservazione delle diversità territoriali delle produzioni agricole e alimentari a fianco delle amministrazioni locali e dei produttori, fu promotore e sostenitore della De.Co. (Denominazione Comunale).

Studioso di filosofia e giornalista per diverse testate nazionali si distinse per uno stile molto personale ricco di neologismi non solo in ambito gastronomico.
Nei primi anni 70 aumentò la sua celebrità con il programma televisivo "A tavola alle 7" prima con Umberto Orsini e Delia Scala poi con Ave Ninchi, sperimentando un format che negli anni ha preso sempre più peso.

Accanito sostenitore della ricerca dell'abbinamento perfetto tra piatti e vini scrisse diversi libri tra cui 
"I cento menù" e questo è il numero 27.

Come presentazione del menù trascrivo testualmente quanto riportato nel libro:

Le due ricette base di questo menù hanno un legame: i funghi secchi fatti "rinvenire". Tenue legame certo e tuttavia capace - certo: se poni attenzione a ciò che mangi - di dare una piacevole continuità al tuo pranzo (va da sé, puoi farne anche una cena, sia pure contravvenendo ai "sacri" principi culinari che vorrebbero, a cena, una minestra in brodo).
Sceglierai un vino rosso, leggero, giovane, non troppo impegnativo, capace di colloquiare sia con i maccheroncini sia con il coniglio; Un Bardolino della zona classica, ad esempio, di 1-2 anni, servito a 18°C.




Nella mia proposta ho sostituito i maccheroncini con le penne mentre il budino è presentato in monoporzione e non nella forma da servizio da tagliare.
Il coniglio e il budino nella loro semplicità sono veramente fantastici. La pasta è buona ma, personalmente, non avrei fatto il passaggio finale in forno perché asciuga troppo il condimento.
Nel menù viene indicata, prima del dessert, una portata di formaggi freschi che non ho riportato. La scelta è libera.

Con questa ricetta partecipo a 29 novembre 2017 giornata di Luigi Veronelli del Calendario del Cibo Italiano by MTChallenge

lunedì 27 novembre 2017

TARTARE DI POMODORINI DI PACHINO CON FILETTO DI ORATA


L'AIFB - Associazione Italiana Food Blogger in collaborazione con il Consorzio del pomodoro di Pachino IGP, per celebrare l'eccellenza di questo prodotto hanno organizzato per oggi, lunedì 27 dicembre 2017, una sorta di Flash Mob. I soci dell'AIFB che lo desiderano pubblicano oggi sui loro blog una ricetta inedita che ha come protagonista il pomodoro di Pachino.
Il pomodoro di Pachino è caratterizzato dalla forma a ciliegia su un grappolo a spina di pesce e da un colore molto intenso. Contiene significative quantità di licopene, un antiossidante di cui diversi studi scientifici hanno dimostrato le sue qualità salutistiche (qui). 


Ho una vera passione per le tartare siano di carne o di pesce che adoro abbinare con la frutta.
Questa volta, approfittando della consistenza e della compattezza della sua polpa ho voluto mettere al centro del piatto una tartare di pomodoro di Pachino dove l'orata e la salsa di porro servono solo a dare supporto a quello che è il vero protagonista del piatto.





Con questa ricetta partecipo al contest: Flash Mob: A tutto Pachino 2017



IN RICORDO DI MICHAEL MEYERS


Non ho avuto il piacere di conoscere personalmente Michael Meyers.
Invece mi pregio di conoscere abbastanza bene Eleonora che con lui ha avuto un rapporto come se fossero stati realmente padre e figlia.
Questo post vuole solo essere un modo di ricordare una persona che ho avuto modo di conoscere ed apprezzare solo attraverso il web ma che mi è sempre piaciuta per l'equilibrio, per il modo di porsi, per aver fatto trasparire l'enorme cultura che possedeva ma sempre in maniera garbata e ponendosi alla stessa altezza dei suoi interlocutori.
Nel gruppo dell'MTC era conosciuto solo come "il dottore" e solo dopo la sua morte molti di noi hanno saputo che era Professore con varie specializzazioni di cui oncologia e nutrizione clinica erano le principali.
Nonostante tutto ciò era entrato in punta di piedi nella community dell'MTC partecipando e vivendo come tutti noi l'attesa per la ricetta, gli indizi, lo sviluppo della sfida, l'attesa del vincitore. Era entrato abbastanza recentemente nella community MTC ma era come se ci fosse sempre stato.
Arrivederci Doc.